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Sono andato a sentire i Triband. Un fantastico trio composto da chitarrista, tastierista e tronbettista/percussionista etnico ed elettronico. Che dire... Suoni affascinanti, atmosfere colte e spiazzanti allo stesso tempo. Hanno suonato per circa mezz'ora e non me ne sono nemmeno accorto. Il CD è composto da 13 tracce ed è datato 2001. "Ilario e Mariano" apre questa opera portando all'orecchio dell'ascoltatore una chitarra che osa ma non pecca di presunzione. Il mio brano preferito è il terzo, "Journey to love", un reale e fantastico viaggio dove le mani esperte del gruppo attingono nella passione per la musica applicandola agli strumenti. Se il paradiso esistesse la Triband sarebbe la colonna sonora dei cieli. Dario, factotum del gruppo, continua a stupire sia nel disco che dal vivo: non sta mai fermo, come il Cappellaio Matto, continua ad estrarre, da ogni dove, tamburini, fiati, ocarine, sonagli. aggeggini e aggeggioni, sampler infiniti, vero custode della musica globale. Massimiliano Ferrari guida il gruppo con simpatia, la quale non guasta mai, professionalità e "tocco", i chitarristi mi capiranno... Il terzo elemento, Stefano Buonanno, è la parte razionale del trio: tappeti per lunghi cammini sonori, intensità elastiche e malneabili per porgere i propri tasti al servizio dei suoi compagni di note. L'album non può essere analizzato criticamente brano dopo brano, poiché è nel suo insieme che trova il messaggio per le nostre orecchie. Da segnalare, oltre alle canzoni già citate: "I sogni di Silvia", "Come la brezza di una terra del Sud", "Crystals Rain. (Matteo Preabianca) |